Archivio per painting

*Art Excellence: Stephan Balleux

Posted in *Art Excellence, Arte with tags , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2010 by kemas

Stephan Balleux è uno degli artisti che, ultimamente, mi hanno più piacevolmente sorpreso.

La sua arte, stilisticamente parlando, è il trait d’union tra Dalì e Magritte, tra Microbo e Françoise Nielly: un surrealismo astratto materico e plastico.
Nei suoi lavori, Stephan destruttura e distorce il volto umano rendendolo senza identità né espressione.

Il colore diventa trama materica. Il tratto ustiona i muscoli con spazzolate in Technicolor.
A prima vista potrà sembrare un po’ lugubre, ma come nel caso di Zdzisław Beksiński, io ci vedo moltissima poesia.
Non so voi, ma le prime opere che vi ho messo mi ricordano vagamente il personaggio di Rorschach in Watchmen con il volto deturpato di Harvey Dent.

A mio avviso, un’artista davvero interessante.

Dopo il continua, una galleria con le sue opere.

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*Illustration Excellence: Daniela Volpari

Posted in *Illustration Excellence, Beautiful things, Illustrazione with tags , , , , , , , on 23 novembre 2009 by kemas

 

Oggi parliamo di Daniela Volpari.

Le sue favole raccontano storie nostalgiche, storie di vita vissuta alla quale si riguarda con quel pizzico d’amarezza ma con la felicità d’averle vissute.

Il suo tratto, meravigliosamente espressivo, racchiude in sé tutto un mondo di ricordi.

Quell’orso che scruta incuriosito la coppia al di là del vetro.
Quell’orso che osserva il tiepido sorriso della ragazza e si chiede il motivo di quella sensazione che si prova quando osservi lo sguardo negli occhi dei tuoi nonni dopo 50 anni di amore vissuti insieme.
Quell’anziano barbuto che si tiene compagnia con l’alcol.
Quella signora tondeggiante con il suo piccolo cagnolino al guinzaglio.
Quella malinconia nel ripensare alla gioventù passata.
Quella mamma affettuosa dal lungo grembiule che gioca teneramente con i propri bimbi.

Come ci può essere tanta poesia racchiusa in un così poco spazio?

Se non sapessi che l’autrice ha solo 24 anni avrei detto che sono state disegnate da un’anziana e saggia signora dall’accento francese.

Complimenti a Daniela.

Qui, il suo portfolio completo.
danidani.carbonmade.com

Dopo il continua, una galleria con qualche lavoro di Daniela.

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Simpson d’artista

Posted in Arte, Comic with tags , , , , , , , , on 20 novembre 2009 by kemas

Come sarebbero stati i personaggi della famiglia più famosa d’America, i Simpson, se fossero nati ai tempi di Rembrandt, Dalì o Van Gogh?

David Barton di LimpFish ha provato ad immaginarseli e, a dipingerli.

Complimenti a David per l’idea originale e per la mano.

*Art Excellence: Françoise Nielly

Posted in *Art Excellence, Arte with tags , , , , , , , , on 23 ottobre 2009 by kemas

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Françoise Nielly è la ritrattrice francese che crea queste fantastiche e gigantesche opere dalle cromie fluo.
Si serve di spatole e cazzuole per spalmare e raschiare abbondanti dosi di colore ad olio sulla tela.
I soggetti di questi ritratti esplosivi sono scelti per la loro bellezza “esotica” che riesce ad accomunare diversi tratti orientali, africani e occidentali.
Quale migliore metafora dell’ugualianza? I diversi colori della pelle e i diversi tratti somatici vengono annullati sotto questa dirompente potenza cromatica anti-razzista.

È molto bello vedere quest’artista all’opera mentre crea. Per cui, vi consiglio di vedere questo video sul suo sito.

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Dopo il Continua, una lunga galleria con le sue opere!

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*Art Excellence: Dave Kinsey

Posted in *Art Excellence, Arte with tags , , , , , , , on 13 ottobre 2009 by kemas

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No, non è la solita immagine “vettorquadricromatica” di Obama, anche se, indirettamente, l’autore si deve essere inspirato a lui, Dave Kinsey, un artista statunitense.

Dave Kinsey compone lavori che potremmo definire “multistrato“, opere che rappresentano il dedalo urbano contemporaneo, opere dalle linee forti e dai colori intensi, tratti energici che evidenziano l’eterna lotta interiore e non della condizione umana.
Personaggi rudi e tragici, ritratti di una società pericolosa e ostile che guarda il prossimo dall’alto in basso e ne ha paura.

Dipinge vari supporti come legno, acrilico e tela utilizzando inchiostro, pennello, bomboletta. Si percepisce infatti, molto forte, l’influenza dell’arte murale e della StreetArt.

> Più info, Kinsey Visual

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Dopo il Continua, qualche opera dell’artista.

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*Art Excellence: Zdzisław Beksiński

Posted in *Art Excellence, Arte with tags , , , , , , , , , , , , on 2 ottobre 2009 by kemas

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Zdzisław Beksiński è stato un pittore, scultore e fotografo polacco.
Dico è stato perché purtroppo è morto nel 2005 accoltellato dal figlio del suo maggiordomo.
Dico purtroppo perché è stato un formidabile pittore visionario, un artista come se ne son visti pochi.

Dapprima fotografo, si rivelò subito un innovatore (tra l’altro, cosa non facile nella Polonia comunista); ritraeva uomini con il viso bendato o deturpato, paesaggi desolati. Poi, scultore. Questo primo periodo lo autodefinì il suo “periodo barocco”.
Negli anni ’60/70 quando si diede alla pittura, ebbe subito un grandissimo successo venendo poco dopo definito il miglior artista dei primi trent’anni della Repubblica Popolare Polacca.
Dopo la morte della moglie e del suo unico figlio, iniziò il periodo più nero della sua vita.
Rimasto solo e caduto in depressione, si chiuse in casa, mentre le sue opere sono sempre più apprezzate in tutto il mondo.

La sua arte è un surrealismo post-apocalittico. Una frenetica presa diretta a diaframma dimenticato aperto.
Una fotografia sbiadita dove aleggia una calma innaturale ambientata in paesaggi tetri con entità scheletriche e tumefatte a popolarli.
Foschie lugubri che rivelano una voglia d’emersione, una voglia di luce, una voglia d’amore. Un’arte solo apparentemente cattiva o perversa.

Alcune sue opere, come quella del trombettista in alto, sono di una bellezza rara.
E diventano ancora più stupefacenti se si pensa che Beksiński non ha mai avuto una base artistica di pittura o di disegno. Puro talento innato.

www.beksinski.pl

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Dopo il Continua, un’ampia galleria.

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*Art Excellence: Nicola Verlato

Posted in *Art Excellence, Arte with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 luglio 2009 by kemas

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Oggi vi presento Nicola Verlato, artista italiano.

Mothers II

Mothers II

Nicola Verlato è un pittore veronese che dopo aver vissuto a Venezia e a Milano ha deciso bene di trasferirsi in pianta stabile a New York, dove attualmente lavora e dove ha ottenuto il successo che merita.

È uno degli artisti selezionati a esporre alla mostra Collaudi della 53esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Questa sezione della Biennale, curata dal duo Beatrice, è dedicata al Futurismo. Ora, cosa abbiano trovato di Futurista in Nicola Verlato sinceramente non lo so, almeno nell’accezione artistica del termine. Ma non importa.

Nicola è stato molto precoce. All’età di sei anni imparò a disegnare ricopiando fumetti e illustrazioni e all’età di nove già frequentava lo studio di un pittore.
Come lui stesso afferma, era ossessionato dall’idea di riprodurre il colore esatto della pelle che però il rosa dei pastelli non riusciva a ricreare.
Un giorno, mentre sfogliava uno dei tanti libri d’arte, si imbatté nel dipinto che, a detta sua, gli cambio la vita: la Flagellazione di Caravaggio.
Si intuisce subito dalle opere di Verlato l’influenza del Merisi, soprattutto nell’impianto luminoso.

Potremmo definire la sua un’arte neo-espressionista-pop-surrealista, che fonde, in un vortice emozionale, la grande tradizione pittorica italiana con 3D e toys.
Un centrifugato dove gli ingredienti si mischiano tra un Caravaggio e un Dalì, con un pizzico dello stile fumettistico alla Richard Corben e di movimento Lowbrow.
In questo turbinio ci finisce anche un po’ di Barocco e di Fantasy che si mescola alla cultura pop dei divi americani (James Dean, Madonna, 50cent), il tutto shakerato in un iper-realismo dalle luminanze HDR.

Scene violente, colorate, confuse, dove i protagonisti lottano disperati per non soccombere oppure muoiono soli, abbandonati nell’oblio.
Un risultato che prevede uno studio e un modus operandi molto complesso: come spiega lui stesso al mensile XL, il metodo prevede modelli viventi, sculture in plastilina e l’uso del 3D con cui ricostruisce la scena immaginata. “È lo stesso metodo dei maestri del Rinascimento con in più tecnologie e metodi mutuati dal cinema e dai cartoons

Verlato ricerca il campo del mito e lo studio dell’iconografia, come dichiara lui stesso in un’intervista:

“Impiego molto tempo, diciamo che due terzi del processo di lavoro è costituito dallo studio dell’iconografia che per me è il vero punto d’arrivo: costruire l’iconografia della cultura contemporanea, ovvero portare nello spazio del quadro ciò che ancora si trova “sospeso” nello spazio dei media e che attende di essere strutturato e collocato in un nuovo contesto, il dipinto e la scultura. (…) Mi interessa la mitologia che la nostra civiltà produce, le storie che i corpi riescono a produrre nel nostro tempo e che possono essere rintracciate nel cinema, nella TV, nei fumetti e nei videogiochi.”


Tratto da una bella intervista di Amalia Piccinini, FlashArtOnline.

there's no place like home

There's no place like home

Un’artista che, secondo il mio modesto parere, vale la pena di conoscere più a fondo cominciando con l’andare in Biennale a Venezia (7 giugno – 22 novembre 2009). Io c’andrò.

Qui potete gustarvi una galleria con alcune sue opere.

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