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*Writing Excellence: SHOK1

Posted in *Writing Excellence, Arte, Street Art with tags , , , , , , , , , , , on 8 luglio 2009 by kemas

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SHOK1, più che un writer lo si potrebbe definire un vero e completo aerosol artist.
Seguo la sua attività da molto tempo ed è uno degli street artist che amo di più.

La sua attività comincia nel lontano 1984 (contemporaneamente alla nascita del movimento hip-hop), quindi lo si può considerare un mostro sacro del genere.
L’inglese SHOK1 come tanti altri ha iniziato la sua attività componendo e intersecando lettere. Nel tempo il suo percorso si è evoluto concentrandosi più su un’arte figurativa derivata dal pupping, ovvero quel particolare stile che fa largo uso di “pupazzi” come soggetto delle proprie opere: non lettere ma figure antropomorfe.

Ultimamente la sua produzione si è arricchita di stilemi non solamente riconducibili al writing: le influenze punk e neo-cibernetiche hanno fatto maturare il suo stile.
Tecnicamente ineccepibile, SHOK1 si è da subito fatto notare per il suo particolare tratto vibrante e solido allo stesso tempo.
La sua è un’arte neo-figurativa, ansiogena e forzatamente geometrica, che riprende a tratti il fumettistico e il caricaturale.

Per concludere, SHOK1 è sicuramente uno degli street artist più completi e tecnicamente bravi in circolazione.

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Nell’articolo, una gallery con alcuni dei suoi lavori più belli.
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Reverse graffiti

Posted in Arte, Beautiful things, Street Art with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 giugno 2009 by kemas

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È un po’ di tempo che voglio parlarvene. Un’idea geniale tenuta nel cassetto per un buon lunedì. Questo lunedì.

Il “Reverse graffiti“, conosciuto anche come clean/dust tagging o grime writing, è un metodo per creare graffiti e opere d’arte rimuovendo lo sporco e i depositi di smog dalle superfici.
Poichè il reverse graffiti non utilizza vernici e non reca danno alle superfici è considerato legale (e ci manchererebbe).
Il contrario dei graffiti insomma; invece di “aggiungere” vernice si “toglie” la sporcizia e si ripulisce il muro creando uguali opere d’arte.

Da ex-writer appassionato di street art, trovo l’idea concettualmente straordinaria.

Diventa inoltre un incentivo/pretesto per obbligare l’azienda di pulizia cittadina di turno a fare il suo lavoro.

Qui sotto, due video dove vengono utilizzate tecniche diverse.
Alexandre Orion utilizza un semplice panno per realizzare i reverse graffiti.

Dopo il salto, Paul “Moose” Curtis.

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