Archive for the Scultura Category

*Art Excellence: Kate MacDowell

Posted in *Art Excellence, Scultura with tags , , , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2009 by kemas

Le opere di Kate MacDowell, scultrice americana, sono intrise di un fascino glaciale, come se i personaggi di quelle tiepide fiabe che ci leggevano da bambini si fossero congelati dopo una freddissima tormenta.
Teneri uccellini e morbidi coniglietti cristallizzati nella più spezza neve.
Questo è l’immaginario che mi viene in mente guardando le opere di Kate MacDowell.

Ben più forte però è il messaggio che passa dalle sue sculture.

Un profondo legame tra Natura e uomo, sia in senso fisico che in termini di consequenzialità.
L’uomo sta distruggento la Natura” urla Kate.
E distruggendo la Natura distrugge anche se stesso.
Noi, esseri umani, abbiamo bisogno delle piante, dei teneri uccellini, dei morbidi coniglietti e delle laboriose api per poter sopravvivere.
È tutta una catena. Se scompare un solo anello, tutto il delicato equilibrio che ci tiene legati rischia di spezzarsi. E noi con Lei.

Immagini crude e storie inquietanti raccontate nel binomio Uomo-Natura.
Il tutto magicamente raccontato con la porcellana.

Kate cita C.S. Lewis: “Non vogliamo, soltanto, vedere la bellezza. Vogliamo qualcos’altro che a stento può essere messo in parole, essere unito alla bellezza che vediamo, passarci dentro, riceverla per poterci bagnare e diventarne parte.”

Dopo il continua, la galleria di Kate MacDowell

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Gravità artistica

Posted in Arte, Scultura with tags , , , , , , , , , , , , on 14 dicembre 2009 by kemas

Come sarebbe la vita terrestre se si trovasse a 18 mila chilometri dalla Terra, libera dalla gravità?

L’artista francese Daniel Firman ha provato ad immaginarselo.
L’opera di intitola “Wûrsa (à 18 000 Km de la Terre)” ed è stata esposta al Palais de Tokyo e al Castello di Fontainebleau di Parigi.

Tranquilli, non è un vero elefante ma una “semplice” scultura iper-realistica.

The Big Fart

Posted in Arte, Scultura with tags , , , , , , , on 6 ottobre 2009 by kemas

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Questa particolarissima scultusa si chiama “What You See Might Not Be Real” e fa parte della nuova esposizione al Joy Art Gallery di Beijing chiamata “Emergency Exit”.
L’autore si chiama Chen Wenling. L’opera, in fibra di vetro alta più di 6 metri, rimarrà esposta fino alla chiusura dell’esposizione, l’11 ottobre.

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Emergency Exit
Joy Art Gallery
Beijing, China
Chen Wenling Solo Exhibition
Curator: Huang Du
Displayed through October 11 2009

CubeDudes

Posted in Beautiful things, Scultura with tags , , , , , , , , , , , , on 5 ottobre 2009 by kemas

Cube Dudes Blues Brothers

Chi di noi da piccolo non giocava con il Lego?
Quei piccoli e colorati mattoncini assemblabili danesi con cui potevi fare di tutto: casette, macchinine, astronavi, fino a riprodurre statue, mosaici e macchine complesse.
La Lego-Art ha visto di tutto… dalla riproduzione dell’Allianz Arena fino a Escher.

Angus MacLane, invece, utilizza il Lego per creare dei Toys riproducendo le fattezze di personaggi famosi, attori, supereroi.
Si chiamano CubeDudes! Ritraggono dai Blues Brothers a Wolverine, da Homer Simpson a B.A. Baracus

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Dopo il Continua, una galleria con i migliori CubeDudes.

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Richard Sweeney. La scultura cartacea

Posted in Arte, Scultura with tags , , , , , , , , , , , , , , on 1 luglio 2009 by kemas

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Come abbiamo già visto con Simon Schubert, Jen Stark, Magnus Wenninger e Peter Callesen, con la carta si possono creare complesse ma stupefacenti opere d’arte.
Quest’oggi è il turno di Richard Sweeney, scultore cartaceo.

L’inglese Richard Sweeney utilizza la carta per creare forme plastiche. L’essenza del suo lavoro si basa sulla creazione di forme sofisticate a partire dalla ripetizione di unità semplici.
Vincitore di diversi concordi londinesi per giovani artisti, Sweeney maturò fin da piccolo la sua passione per la carta che iniziò quando la madre gli regalò un libro di antichi origami. Lui lo studiò con attenzione e cominciò ad inventare le proprie forme di sola cellulosa.

L’arte di Sweeney si può catalogare come un ibrido di artigianato e ricerca: modellare la materia ed esplorarne le possibilità. È seguace di una poerica della carta. La carta come struttura delicata ma solida. La carta come strumento pratico ma romantico. Il risultato genera atmosfere sospese e paesaggi cristallini, tutto questo solo con un foglio di carta.

Come afferma lo stesso Sweeney:

«Trovo davvero difficile disegnare oggetti che abbiano un funzione, sono invece interessato alla forma, a estrapolare non una funzione ma una forma sempre nuova dalle cose che lavoro»

Nell’articolo, una corposa galleria con le sue opere.

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