Archive for the Curiosità Category

Dualismo visivo

Posted in Curiosità with tags , , , , , , , , , on 15 settembre 2009 by kemas

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Ecco un piccolo test.

Chi è la persona nella miniatura a sinistra?

Marilyn Monroe?

Cliccate sull’immagine per scoprirlo.

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Spiegazione:

L’immagine in questione è detta “immagine ibrida” ed è stata creata da 2 ricercatori, Aude Oliva del MIT di Boston e Philippe Schyns dell’Università di Glasgow.
L’immagine è composta sovrapponendo due immagini con filtri diversi.
La prima (Marilyn) è filtrata in modo che passino solo le basse frequenze, quelle visibili meglio da lontano.
L’altra (Einstein) lasciando passare solo le basse frequenze, visibili da vicino.

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A Natale siamo tutti più stronzi

Posted in Attualità, Curiosità, MalaADV with tags , , , , , on 19 dicembre 2008 by kemas

A Natale siamo tutti più buoni??
Questo è un luogo comune che non si addice alle Agenzie pubblicitarie.
Il cinismo sta alla base di ciò che vi sto per raccontare.
Un agenzia pubblicitaria belga, la «So Nice» ha ben deciso di licenziare un suo dipendente in vista dei tagli per la “crisi” del 2009. Bhè se fosse solo questo nulla di nuovo.
Il fatto aberrante sta nel modo…
Siccome gli otto creativi di quest’agenzia sono tutti bravi e indispensabili hanno pensato bene di creare una sorta di roulette-russa-sito in cui i visitatori hanno l’ingrato compito di licenziare uno tra i dipendenti.
Sulla pagina web creata per l’occasione, dal titolo molto eloquente «You choose, we Fire!» (tu scegli, noi licenziamo!), è possibile votare chi deve lasciare l’agenzia.
«Votate me», scrive uno degli impiegati, «perché non posso più lavorare per una società che licenzia così i suoi dipendenti…».
Ciò che sembra una presa in giro è invece una cosa serissima, assicurano dall’agenzia.
Un modo “creativo” ma veramente becero e inumano per licenziare le persone.

Io personalmente non starò a questo gioco, anzi, invito tutti a boicottare questa stronzata, non votando.

Fonte: corriere.it

SongBird: L’antagonista di ITunes e WMP è arrivato.

Posted in Curiosità, Technology with tags , , , , , , , , , on 4 dicembre 2008 by kemas

songbird

Il “pulcino” è nato da poco più di 2 giorni e farà molta molta strada.
Teniamo presente che è appena nato e che quindi contiene ancora piccole sbavature, ma lascia presagire notevoli potenzialità.

Songbird è un prodotto con un cuore Mozilla (gli sviluppatori di Firefox) e condivide con il celebre browser tre aggettivi magici: open source, cross-platform ed estensibile.
Questo software, dalle caratteristiche che tra poco andremo a vedere, è davvero un’eccellente alternativa ai classici player finora utilizzati.

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Facciamo un po’ di chiarezza sul mondo Hacker

Posted in Attualità, Curiosità, Technology with tags , , , , , , , , on 13 novembre 2008 by kemas

hack

Pausa caffè, scendo, inserisco le monete prendo un caffè e mi metto a leggere il giornale. Sapete quei giornaletti freepress totalmente inutili che si pigliano all’uscita della metro? Ecco.
Apro e leggo un articolo osceno sui criminali informatici e penso: «Ma chi cazzo ha scritto ’ste boiate?»

Vediamo di fare un po’ di chiarezza nell’ambito dei criminali informatici.

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici.
Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Un hacker è colui che riesce ad inserirsi in un sistema o in una rete per aiutare i proprietari a prendere coscienza di un problema di sicurezza. Anche detti “white hat hacker” o “sneacker”. Molte di queste persone sono impiegate in aziende di sicurezza informatica e lavorano nella completa legalità.

HackerJournal definisce così: “Persona che si diverte ad esplorare i dettagli dei sistemi di programmazione e come espandere le loro capacità, a differenza di molti utenti, che preferiscono imparare solamente il minimo necessario.”

Gli hacker non fanno danni.
Coloro che fanno danni sono detti “cracker” o anche “lamer“.

Il termine cracker viene spesso confuso col termine hacker, il cui significato è tuttavia notevolmente diverso. Alcune tecniche sono simili, ma l’intenzione dell’hacker è generalmente l’esplorazione, il divertimento, l’apprendimento, senza creare reali danni. Al contrario, quella del cracker è talvolta distruttiva. I cracker possono essere spinti da varie motivazioni, dal guadagno economico (tipicamente coinvolti in operazioni di spionaggio industriale o in frodi) all’approvazione all’interno di un gruppo di cracker.

Un lamer è un aspirante cracker con conoscenze informatiche limitate. I lamer utilizzano ad esempio trojan (NetBus, subseven) per pavoneggiarsi con gli altri e far credere di essere molto esperti, ma in realtà non ne sanno praticamente nulla e si divertono ad arrecare danno ad altri. I Lamer sono notoriamente disprezzati dagli Hacker appunto per la loro tendenza a danneggiare gratuitamente i computer e successivamente a vantarsi di quello che hanno fatto.

Altre terminologie corrette:
Newbie: è una persona alle prime armi in questo campo. Ossia un “novizio”, che non ha di per sè una connotazione negativa.

Script kiddie: è un termine che indica un utente con poca o nessuna cultura informatica che segue semplicemente delle istruzioni o un “cook-book” senza capire il significato di ciò che sta facendo. Spesso viene utilizzato per indicare chi utilizza exploit creati da altri programmatori.

Insomma, questo fraintendimento linguistico generalizzato deve finire.

Per farvi capire meglio: è come se chiamassimo “tifosi” tutte quelle persone che vanno allo stadio e che fanno a botte, lanciano sassi in campo, buttano giù motorini dalle gradinate e fanno a sprangate con la curva opposta. Vi sembra corretto?

fonte: wikipedia

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(sopra, il simbolo della comunità hacker, il “glider”)

Inclinazione di segno e di fatto

Posted in Attualità, Curiosità, Graphic Design with tags , , , , on 11 novembre 2008 by kemas

Apprendo solo oggi dal blog SocialDesignZine una notizia che mi ha lasciato parecchio sbigottito.
L’articolo fa riferimento al marchio della nostra prossima ex-compagnia di bandiera Alitalia.

Da “Il Sole 24 Ore” di domenica 4 maggio 2008:
«Logo identico per 36 anni. Il marchio originario, di una straordinaria modernità, è stato concepito nel ‘69 dalla società di design industriale Walter Landor Associated di San Francisco ed è diventato uno dei loghi più riconosciuti al mondo. È stato scelto tra oltre 200 disegni di diversa matrice selezionati da focus group di diversa composizione (alcuni di pubblico generico, altri di operatori, giornalisti e agenti di viaggio).
Nel 2005 si decise il ritocco: in pratica una semplice inclinazione del logo verso destra che tuttavia doveva simboleggiare il riposizionamento sul mercato della Compagnia. Il tutto venne affidato alla Saatchi & Saatchi per un totale di spese (solo per i disegni) pari a 520mila euro».

“Si noti che l’Alitalia, all’epoca dei fatti’ e non sappiamo per quanto ancora, era, ed è, una compagnia pubblica, finanziata dallo Stato. È dunque più che legittimo chiedere chiarezza sull’esborso di una tal cifra per realizzare un risultato che lascio al giudizio della comunità dei grafici; cifra che non è arrivata neanche a produrre un corsivo: soltanto una inclinazione forzata del tondo originale e una banalizzazione generale nel disegno”. {Fabrizio M. Rossi per SocialDesignZine}

520MILA EURO??? Ma siamo impazziti?
Il redesign di un marchio del genere (bello e innovativo per l’epoca) è sicuramente un procedimento complesso ma 520mila euro mi sembrano comunque un po’ tantini…
Sicuramente le cause del crack Alitalia sono altre, ma certamente ’sto marchio non ha aiutato le casse di Alitalia…
Ai posteri l’ardua sentenza, sempre che Alitalia esista ancora.

Ecco qui sotto i marchi…

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Cos’è il Web 2.0?

Posted in Attualità, Curiosità, Technology with tags , , , , , , , on 18 settembre 2008 by kemas


web20_logo

Ieri una ragazza è venuta da me a chiedermi aiuto riguardo alla creazione, alle modifiche grafiche e alla gestione di un blog. E la cosa mi ha stupito e fatto riflettere. Non tanto per le domande in sè, ma quanto per l’impossibilità di spiegare in modo esaustivo (e di conseguenza di farlo capire correttamente) a persone che hanno poca dimestichezza con queste piattaforme. È un mondo così vasto e tecnico che viene difficile da spiegare  ad una persona totalmente a digiuno, nonostante io ed i miei colleghi ci lavoriamo costantemente per tutto il giorno. Così scrivo 2 righe che magari (le) vi potranno essere utili, se come lei, siete spaesati su questi argomenti. (Claudia, spero di esserti utile  😀 )

Sfortunatamente non esiste una definizione chiara ed esaustiva del cosiddetto Web 2.0. Quando si cerca di spiegare che cos’è, si tende ad usare un insieme di definizioni ed esempi.

Ormai il web 2.0 è una costante ed è in continuo aumento. Sta arrivando il web 3.0, ma per capirlo, prima bisogna comprendere almeno questo.
Ecco una serie di risorse che possono aiutarvi a capire meglio questa incasinata “dimensione” parallela.

Wikipedia definisce così: “Il Web 2.0 è un locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, ecc.).”  Articolo completo

Invece ecco come viene definito da Tim O’Reilly in “What is Web 2.0“, da Paul Graham nel suo “Web 2.0” e da Jason Fried nel libro “User Survey“:

  1. La saggezza degli utenti: con questa definizione pensiamo direttamente al funzionamento di Digg.com, in cui il successo di un articolo è deciso dagli utenti che lo votano. La gente parla della forza dell’”Effetto della rete”. I risultati di Google funzionano in base a questa definizione. E’ il numero di link al sito che ne decide l’importanza.
  2. Applicazioni web condivise: se applichiamo questa definizione, allora solo alcuni siti verrebbero classificati come Web 2.0: Basecamp, Writely e 30Boxes. Ma se pensiamo a Google e a Digg come applicazioni, allora molti altri siti rientrerebbero nella categoria.
  3. Il web inteso come piattaforma: definizione abbastanza vaga. Avete ragione. Secondo Tim O’Really, che ha coniato questo concetto, significa mettere a disposizione un servizio che non potrebbe vivere senza il web. In quest’ottica, allora pensiamo a eBay, Craiglist, Wikipedia, del.icio.us, Skype e Dodgeball. Penso che ogni community possa rientrare in questa definizione.
  4. Partecipazione degli utenti: Questo è il punto fondamentale che divide i vecchi siti dai nuovi servizi web come YouTube, Flickr e OhMyNews dove gli utenti sono anche gli autori. L’espressione “read/write web” illustra chiaramente l’idea che vogliamo trasmettere.
  5. Pieno coinvolgimento dell’utente:  I siti Web 2.0 usano CSS, AJAX, e altre tecnologie che aumentano l’usabilità e creano pagine dinamiche che sono i grado di mostrare più informazioni nello stesso spazio.
  6. Neologismo per Marketing: questo è almeno quello che gli scettici dicono. Così Google search, Amazon ed eBay, che fanno parte del Web 2.0 per una o più delle loro caratteristiche, sono solo una sorta di moderna moda passeggera destinata a sparire. Questa definizione è parzialmente vera, anche se, secondo me, il Web 2.0 è molto di più.
  7. L’importanza dei dati: La gestione dei dati è una competenza insita nelle aziende che trattano il Web 2.0. “L’SQL è il nuovo HTML”, è un’altra definizione che segue la stessa filosofia. Tutto il Web 2.0, dalle grandi aziende come Amazon e Google per arrivare alle piccole startup come 30boxes e Orchestrate, operano principalmente con database e praticamente non fanno altro che mostrare viste personalizzate.
  8. Beta per sempre: Le applicazioni Web 2.0 sono continuamente rilasciate, riscritte e rivisitate su basi in continuo sviluppo. La maggior parte delle applicazioni di Google, per esempio, sono ancora in beta. Ancora, Flickr si rumoreggia sia modificato ogni 30 minuti. MySpace e altre reti sociali aggiungono nuove caratteristiche ogni quindici giorni. Questa è comunque diventata una caratteristica anche delle applicazioni standalone, basti pensare a Windows e MacOs che rilasciano fix e patch in continuazione.
  9. Usare il web come è stato ideato: Paul Graham riferisce di un incremento nell’usabilità che è stata raggiunta attraverso un buon design, grazie a tecnologie come AJAX e anche perchè è stato permesso agli utenti di organizzare le loro informazioni liberamente (si veda Flickr e del.icio.us).
  10. Nulla: Molti asseriscono che il Web 2.0 non esiste. Ma, se da un lato è difficile trovare una definizione chiara, dall’altro è anche innegabile una lenta rivoluzione nei nuovi siti. E’ come voler descrivere il mondo con il solo bianco e nero. Esistono le gradazioni e le tonalità che dipingono meglio gli oggetti e la realtà. La stessa cosa credo si possa dire delle nuove applicazioni. Inoltre il Web 2.0 è ancora una espressione giovane. Ci rendiamo conto di cosa sia, ma non riusciamo ancora a definirne i contorni.