Shoe Design


shoes

Lo urlava anche Elio: Scarpeee!

Oggetto di culto per milioni di donne. Le scarpe.
Le hanno create di tutte le forme e dimensioni, colori e materiali, scomode e costose, opere d’arte e bidoni.

Per me la calzatura deve essere prima di tutto comoda e, il design, prima di tutto funzionale.
Apprezzo comunque lo sforzo progettuale di Julian Hakes, architetto londinese autore di queste Mojito Shoes.

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Un’unica striscia di gomma, fibra di carbonio e pelle avvolge il femminil piede creando, in un’unica soluzione, appoggio tacco e sostegno plantare.
Le Mojito Shoes lasciano sicuramente a bocca aperta per la sinuosità delle forme e l’originalità. Avrei qualcosa da dire però riguardo alla comodità e alla vestibilità.
Forse Julian s’è lasciato andare con qualche mojito di troppo…

Ma si sa: l’arte è funzionale solo a sé stessa.

Originali anche le EIN/TRITT dette anche Origami Shoes.

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Origami di concept e di fatto.
Le EIN/TRITT infatti, prendono forma solo dopo essere state piegate proprio come gli origami.
La designer, Catherine Meuter, assucura che non è nulla di complicato. Anzi, è una cosa anche positiva: fa interagire con il fruitore e abbassa i costi di manodopera e quindi il prezzo finale.

Per i veri patiti della cultura giapponese.

Come avrebbe detto Massimiliano Fuffas alias Crozza:
“Si capisce che è una scarpa? No. Allora è Design.”

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