Facciamo un po’ di chiarezza sul mondo Hacker


hack

Pausa caffè, scendo, inserisco le monete prendo un caffè e mi metto a leggere il giornale. Sapete quei giornaletti freepress totalmente inutili che si pigliano all’uscita della metro? Ecco.
Apro e leggo un articolo osceno sui criminali informatici e penso: «Ma chi cazzo ha scritto ’ste boiate?»

Vediamo di fare un po’ di chiarezza nell’ambito dei criminali informatici.

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici.
Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Un hacker è colui che riesce ad inserirsi in un sistema o in una rete per aiutare i proprietari a prendere coscienza di un problema di sicurezza. Anche detti “white hat hacker” o “sneacker”. Molte di queste persone sono impiegate in aziende di sicurezza informatica e lavorano nella completa legalità.

HackerJournal definisce così: “Persona che si diverte ad esplorare i dettagli dei sistemi di programmazione e come espandere le loro capacità, a differenza di molti utenti, che preferiscono imparare solamente il minimo necessario.”

Gli hacker non fanno danni.
Coloro che fanno danni sono detti “cracker” o anche “lamer“.

Il termine cracker viene spesso confuso col termine hacker, il cui significato è tuttavia notevolmente diverso. Alcune tecniche sono simili, ma l’intenzione dell’hacker è generalmente l’esplorazione, il divertimento, l’apprendimento, senza creare reali danni. Al contrario, quella del cracker è talvolta distruttiva. I cracker possono essere spinti da varie motivazioni, dal guadagno economico (tipicamente coinvolti in operazioni di spionaggio industriale o in frodi) all’approvazione all’interno di un gruppo di cracker.

Un lamer è un aspirante cracker con conoscenze informatiche limitate. I lamer utilizzano ad esempio trojan (NetBus, subseven) per pavoneggiarsi con gli altri e far credere di essere molto esperti, ma in realtà non ne sanno praticamente nulla e si divertono ad arrecare danno ad altri. I Lamer sono notoriamente disprezzati dagli Hacker appunto per la loro tendenza a danneggiare gratuitamente i computer e successivamente a vantarsi di quello che hanno fatto.

Altre terminologie corrette:
Newbie: è una persona alle prime armi in questo campo. Ossia un “novizio”, che non ha di per sè una connotazione negativa.

Script kiddie: è un termine che indica un utente con poca o nessuna cultura informatica che segue semplicemente delle istruzioni o un “cook-book” senza capire il significato di ciò che sta facendo. Spesso viene utilizzato per indicare chi utilizza exploit creati da altri programmatori.

Insomma, questo fraintendimento linguistico generalizzato deve finire.

Per farvi capire meglio: è come se chiamassimo “tifosi” tutte quelle persone che vanno allo stadio e che fanno a botte, lanciano sassi in campo, buttano giù motorini dalle gradinate e fanno a sprangate con la curva opposta. Vi sembra corretto?

fonte: wikipedia

glider1

(sopra, il simbolo della comunità hacker, il “glider”)

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