*Art Excellence: Nicola Verlato
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Oggi vi presento Nicola Verlato, artista italiano.
Nicola Verlato è un pittore veronese che dopo aver vissuto a Venezia e a Milano ha deciso bene di trasferirsi in pianta stabile a New York, dove attualmente lavora e dove ha ottenuto il successo che merita.
È uno degli artisti selezionati a esporre alla mostra Collaudi della 53esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Questa sezione della Biennale, curata dal duo Beatrice, è dedicata al Futurismo. Ora, cosa abbiano trovato di Futurista in Nicola Verlato sinceramente non lo so, almeno nell’accezione artistica del termine. Ma non importa.
Nicola è stato molto precoce. All’età di sei anni imparò a disegnare ricopiando fumetti e illustrazioni e all’età di nove già frequentava lo studio di un pittore.
Come lui stesso afferma, era ossessionato dall’idea di riprodurre il colore esatto della pelle che però il rosa dei pastelli non riusciva a ricreare.
Un giorno, mentre sfogliava uno dei tanti libri d’arte, si imbatté nel dipinto che, a detta sua, gli cambio la vita: la Flagellazione di Caravaggio.
Si intuisce subito dalle opere di Verlato l’influenza del Merisi, soprattutto nell’impianto luminoso.
Potremmo definire la sua un’arte neo-espressionista-pop-surrealista, che fonde, in un vortice emozionale, la grande tradizione pittorica italiana con 3D e toys.
Un centrifugato dove gli ingredienti si mischiano tra un Caravaggio e un Dalì, con un pizzico dello stile fumettistico alla Richard Corben e di movimento Lowbrow.
In questo turbinio ci finisce anche un po’ di Barocco e di Fantasy che si mescola alla cultura pop dei divi americani (James Dean, Madonna, 50cent), il tutto shakerato in un iper-realismo dalle luminanze HDR.
Scene violente, colorate, confuse, dove i protagonisti lottano disperati per non soccombere oppure muoiono soli, abbandonati nell’oblio.
Un risultato che prevede uno studio e un modus operandi molto complesso: come spiega lui stesso al mensile XL, il metodo prevede modelli viventi, sculture in plastilina e l’uso del 3D con cui ricostruisce la scena immaginata. “È lo stesso metodo dei maestri del Rinascimento con in più tecnologie e metodi mutuati dal cinema e dai cartoons”
Verlato ricerca il campo del mito e lo studio dell’iconografia, come dichiara lui stesso in un’intervista:
“Impiego molto tempo, diciamo che due terzi del processo di lavoro è costituito dallo studio dell’iconografia che per me è il vero punto d’arrivo: costruire l’iconografia della cultura contemporanea, ovvero portare nello spazio del quadro ciò che ancora si trova “sospeso” nello spazio dei media e che attende di essere strutturato e collocato in un nuovo contesto, il dipinto e la scultura. (…) Mi interessa la mitologia che la nostra civiltà produce, le storie che i corpi riescono a produrre nel nostro tempo e che possono essere rintracciate nel cinema, nella TV, nei fumetti e nei videogiochi.”
Tratto da una bella intervista di Amalia Piccinini, FlashArtOnline.
Un’artista che, secondo il mio modesto parere, vale la pena di conoscere più a fondo cominciando con l’andare in Biennale a Venezia (7 giugno – 22 novembre 2009). Io c’andrò.
Qui potete gustarvi una galleria con alcune sue opere.
Questo post è stato pubblicato il 21 Luglio 2009 alle 03:17 ed è archiviato in *Art Excellence, Arte con i tag 53esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, art, Arte, beauty of failure, Dalì, Fantasy, Fiftycent, Flagellazione di Caravaggio, iconografia e mito, iper-realismo, kemas, Lowbrow, neo espressionismo, Nicola Verlato, painting, pittura, pop, Richard Corben, surrealismo, The death of James Dean, The Deep Religiosity of Capitalism, there's no place like home, XL. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.









22 Settembre 2009 a 14:09
VERAMENTE FUORI DI TESTA,A MOLTA FANTASIA COMPLIMENTI
3 Ottobre 2009 a 15:19
Ciao Nicola, volevo solo lasciarti i miei migliori complimenti per la tua arte, i tuoi colori e la tua sfrenata fantasia!
Bravo!
Annarita Altieri